La Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista

 
 
 
Il Beato Alfonso M. Fusco, nacque ad Angri (Salerno) il 23 marzo 1839 e vi morì il 6 febbraio 1910, in fama di santità. A cento anni dalla sua nascita al cielo  è inscritto definitivamente nel solco dei santi educatori tanto da essere definito, da Giovanni Paolo II , 7 ottobre 2001, “il Don Bosco del Sud”.
 
La sua vita fu una risposta continua al progetto che Dio aveva su di Lui e sulla società in cui visse. Le condizioni ambientali socio-politiche dell’Italia meridionale, contribuirono a fargli realizzare il carisma che Dio gli aveva dato. Egli passò beneficando tutti e mostrò un amore preferenziale per i fanciulli. Ad imitazione di Gesù di Nazareth offrì alla gioventù specialmente più bisognosa, la possibilità di inserirsi nella società con una adeguata formazione morale, intellettuale e professionale. Le “Suore del Nazareno” da lui fondate a questo scopo nel 1878, nella fedeltà dinamica al carisma, hanno ampliato le dimensioni della carità in ogni ambito e secondo le esigenze del mondo contemporaneo. Oggi le Suore di San Giovanni  Battista  sono presenti in  tutto il mondo: Italia, Stati Uniti d’America, Canada, Brasile, Chile, Zambia, India, Filippine, Corea, Polonia, Argentina, Messico, Moldavia, Madagascar.
 

La scuola San Giovanni Battista

Nel 1933 la Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista fu invitata dall’allora vescovo Mons. Luigi Ferri ad aprire una loro casa e una scuola a favore delle giovani a S. Benedetto del Tronto.
L’11 novembre 1934 venne aperto l’Asilo Infantile seguito nel 1935 sia dalla Scuola Elementare sia dal Corso Inferiore dell’Istituto Magistrale con annesso convitto. Nell’anno scolastico 2004/05 venne istituita la scuola secondaria di I grado, la scuola San Giovanni Battista riuscì così ad avere al suo interno tutti gli ordini di istruzione e poter accompagnare i propri alunni dall’infanzia fino a raggiungimento della maturità superiore.
 

I principi ispiratori dell’attività educativa “battistina

L’opzione apostolica fondamentale del nostro Istituto è l’evangelizzazione e promozione umana dei bambini e dei giovani.
 
La proposta formativa battistinaper dare buoni frutti” trae il suo punto di partenza  dai principi pedagogico-educativi del Beato Alfonso M. Fusco:
 
      1. Curare l’istruzione e la formazione integrale della persona.
      2. Accompagnare la famiglia nella “buona educazione dei figli”.
      3. Iniziare il processo educativo del bambino fin dalla prima dell’Infanzia.
      4. Orientare i giovani a vivere la propria esistenza con una personale risposta al progetto di Dio.
Nell’uomo c’è una tendenza all’attuazione del proprio essere, bisogno di crescita, di realizzazione, una tensione verso l’unità e l’armonia, che si identifica con il vero e profondo obiettivo dell’educazione.
 
Riconoscere il diritto all’altro ad essere pienamente se stesso, significa considerarlo persona.
 
Questo impegna fortemente l’educatore che deve sentire il dovere di aiutare a divenire essere umani padroni della propria interiorità e liberi dalle catene dell’esteriorità, divenendo contemporaneamente egli stesso esperto di umanità.
 
L’educatore assume dunque il ruolo di “guida” il cui compito è di accompagnare il discepolo, in questo viaggio verso la presa di coscienza di se stesso, verso la piena edificazione personale. L’irripetibilità presente nella soggettività umana non ha uno sviluppo spontaneo, ma necessita di essere riportato alla luce “educare”.
 
Il processo dell’esplicitazione dell’originale non può dunque realizzarsi su di un piano di totale autosufficienza, ma esige un atto tipico di “intersoggettività”, questo è ciò che definiamo rapporto educativo.
 
L’ideale pedagogico battistino sente fortemente  la responsabilità di attuazione di questo processo.
 
Partendo da una concezione dinamica della cultura si fa responsabile di un orientamento non statico, non omologante, ma rispettoso dell’originalità della persona che contribuisce a promuovere.
 
Crescere in età” significa “crescere in cultura” e soprattutto “crescere nella diversità”, con la speranza di fondo che
 
 
 
Ogni valle sarà colmata,
ogni monte e colle sarà abbassato
le vie tortuose saranno dritte
i luoghi impervi spianati,
e tutti gli umini vedranno la salvezza di Dio
 
(Lc 3,3-6)